La Trebbia è un fiume dell’Italia settentrionale lungo 120 km, affluente di destra del Po, che attraversa le province di Genova e di Piacenza, segnando anche per un brevissimo tratto il confine con la provincia di Pavia nel comune di Brallo di Pregola tra il monte Lesima e il comune di Corte Brugnatella.

La Trebbia nasce in Liguria dalle pendici del monte Prelà (1406 m) scorrendo per parecchi km in territorio ligure dove bagna i centri di Montebruno, Rovegno, Gorreto (dove riceve da sinistra il T. Terenzone) entrando poi definitivamente in territorio Piacentino nel Comune di Ottone.

Il fiume, mantenendo sempre un andamento tortuoso, passa sotto la località di Traschio nel comune di Ottone, sotto il monte Lesima (dove riceve da sinistra il torrente Boreca) e presso il centro di Ponte Organasco (Cerignale) incassandosi poi in una serie di magnifiche gole nel territorio del comune di Corte Brugnatella. Fra il monte Lesima e il comune di Corte Brugnatella il fiume segna il confine fra la Lombardia e l’Emilia-Romagna con il comune pavese di Brallo di Pregola (da dove riceve il torrente Avagnone).

Terminato questo spettacolare tratto riceve da destra il notevole apporto dell’Aveto, suo principale affluente, raddoppiando così il suo volume medio d’acque[5]. Grazie alla presenza della diga di Boschi l’apporto dell’Aveto è fondamentale per la Trebbia soprattutto d’estate, a causa delle forti magre a cui quest’ultima è soggetta[5]. Da qui la valle si amplia e il fiume si dirige verso Nord.

Panorama dell’antico borgo di Brugnello di Corte Brugnatella a picco sul Trebbia
Subito bagna il centro di Marsaglia (frazione capoluogo di Corte Brugnatella), formando poi un’altra ancor più spettacolare serie di gole sotto il borgo di Brugnello (molto frequentate dai canoisti) fino ai Meandri di San Salvatore e la diga di Buffalora, dopodiché dopo aver ricevuto gli affluenti di sinistra Carlone nei pressi delle terme di san Martino e Bobbio (torrente omonimo) che scende dal monte Penice, si appresta ad attraversare a est la cittadina di Bobbio scorrendo sotto le arcate del suo famoso Ponte Gobbo.

Da qui in poi il fiume assume andamento Nord-Est ampliando sempre più la propria valle e formando spesso larghissimi ed impressionanti ghiaioni. Molti sono i centri situati lungo il suo corso: Mezzano Scotti di Bobbio, Perino (frazione di Coli), Travo e Rivergaro.

Madonnina della Val Trebbia, protettrice della valle e della strada posta sulla statale fra i comuni di Ottone e Cerignale
Dopo quest’ultimo centro il fiume entra nella pianura Padana risultando così il fiume dell’Emilia-Romagna di maggiore portata media (40 m³/s., ove si valutino i deflussi allo sbocco in pianura) e con la valle (la val Trebbia) più lunga dell’Appennino settentrionale.

Da qui con letto assai ampio si dirige nuovamente verso Nord sino a giungere all’estrema periferia di Piacenza dove confluisce alla destra del Po.

La foce del fiume Trebbia nel Po avviene tra i comuni di Piacenza e di Calendasco, che vede essere posta sulla stessa Trebbia, in località Malpaga, il guado del fiume onde proseguire per la città. Questa è la direttrice stradale conosciuta oggi quale Via Francigena.

Col passare dei secoli il corso della Trebbia nella parte pianeggiante si è spostato di alcuni chilometr mutando il punto di ingresso nel Po, seguendo la cronaca che Polibio ci ha lasciato della battaglia tra l’esercito di Annibale e quello romano risulta oggi più a ovest che nel 218 a.C.